• Il cucciolo

    Luca aveva sempre desiderato un cane. Quand’era piccolo, per qualche settimana, l’aveva anche avuto, ma purtroppo il meticcio si rivelò aggressivo e poco adatto a lui… o forse era Luca ad essere poco adatto ai cani… fatto sta che i genitori di Luca, tra i due, alla fine decisero di restituire il cane.

    il veterinario disse loro: “Sarà che percepisce vostro figlio come una minaccia. A volte capita che alcuni bambini, soprattutto a causa dell’insicurezza e dell’inesperienza, trasmettano messaggi contrastanti ai nostri amici a quattro zampe, anche ai più dolci e docili. Ecco, vedete? È un cane buonissimo.”

    Luca ci restò un po’ male; anche lui si derebbe detto buonissimo, del resto… Per un po’, rinunciò al suo sogno di avere un cucciolo per casa.

    La voglia gli tornò dopo qualche tempo, quando incontrò il suo amico Giorgio al parco, e lo vide giocare con il suo, di cane, un pastore tedesco più grande di lui, che sembrava volere un gran bene, a Giorgio.

    “Vuoi accarezzarlo?”

    Disse a Luca.

    “Oh no, ho un po’ paura… “.

    La mamma di Giorgio, dalla panchina in cui si era rifugiata col suo telefonino, rassicurò: “Non preoccuparti, è buonissimo!”.

    Sembrava vero. Incoraggiato dalla mamma, mentre Giorgio teneva il guinzaglio del grosso cane, Luca lo carezzò come gli avevano insegnato. Il cane lo guardava e lo annusava, incuriosito e diffidente, mentre Luca non poté impedirsi di pensare che si stesse chiedendo se poteva sbranarlo, ma alla fine fu felice di veder che si lasciava carezzare…

    Giorgio disse: “Si chiama Boby. È un cane grande, ma è buonissimo”.

    Quella sera Luca era molto eccitato; fece quasi un capriccio con sua madre, insistendo di volere nuovamente un cane, ma stavolta aveva pensato a un cane più grande, come un pastore tedesco.

    La mamma restò perplessa: “sei sicuro? È un cane molto grande. Non ti fa paura?”

    “Ma no. Se vuoi, la mamma di Giorgio ha detto che ti mostra com’è bravo coi bambini!”.

    Andò proprio così: la mamma di Luca passò a trovare la mamma di Giorgio, per bere un caffè insieme, qualche giorno dopo, mentre Giorgio, Luca e Filippo, il fratellino di Giorgio, giocavano con Boby.

    In realtà Luca aveva ancora paura. Quando Boby si muoveva e abbaiava, lui si faceva scudo col più vicino dei fratelli, mentre loro mostravano quanto fosse ubbidiente, sgridando il cane con continui: “No Boby, giù!” E “A cuccia, Boby!”.

    Le due camere dei bambini erano comunicanti, attraverso una porta interna, mentre entrambi gli accessi davano sullo stesso corridoio, così, a Giorgio venne l’idea di chiudere Boby dietro la porta di una delle due camere. Per raggiungere di nuovo i bambini, il cane doveva fare tutto il giro e uscire in corridoio dall’altra entrata.

    I bambini corsero per due volte più velocemente del cane, arrivando a chiudere l’altra porta prima che Boby potesse uscire e, per un attimo, sembrò divertente.

    L’unico a non divertirsi era Boby.

    Forse si sentiva escluso, a vedersi chiudere la porta in faccia dai suoi fratellini umani.

    Ora, un indovinello? A chi morse una mano, Boby, appena riuscì a raggiungere il corridoio prima dei tre bambini?

    È facile…

    La mamma di Giorgio offrì a Luca un’aranciata, mentre lui ancora piangeva, e intanto si scusava con la mamma di lui: “Che strano, non l’ha mai fatto… è sempre buonissimo!”, mentre quella lo medicava…

    Come finisce questa storia? Beh, Luca non lo comprò mai, un cane, tutto sommato.