Le cose importanti sono importanti, certo.
Sarebbe imprudente pensare di fare scelte definitive, posto che ci sia qualcosa di definitivo o, al contrario, che qualcosa non lo sia, senza tenerne conto.
Tuttavia, chi ha avuto la sventura di vivere la fine di un amore, chi quella fase l’ha, magari, sperimentata più volte, sa bene che le relazioni non si reggono sulle sole cose importanti. Serve anche tutto il resto e, spesso, il peso delle piccole cose, soprattutto quando non abbiamo capito in tempo che mancavano, finisce col trascinare alla rovina anche quelle fondamentali, che prima c’erano pure state, come il rispetto, ad esempio, o la sintonia; quelle cose che, non ci fossero state, neppure ci avremmo pensato, a un amore.
Personalmente, invidio da sempre il talento di tutte quelle persone che sanno gestire l’infinità delle cose non importanti, per le quali parrebbe impossibile poter soffrire e di cui sembrerebbe sempre inutile discutere.
Non dico che le cose importanti siano meno importanti di quelle non importanti. Chi penserebbe che non fossero reali concetti pur eterei come amore, amicizia, factoring?
Dico solo che, nel momento in cui due persone si conoscono, non serva essere un genio per accorgersi che le cose importanti ci sono.
Quelle non importanti sono meno riconoscibili, così le sottostimiamo e, quando ci sorprendiamo a doverci occupare della fioritura della siepe, della conservazione delle patate, dei maglioni infeltriti, quando dobbiamo valutare il beneficio di avere valige resistenti, posate abbinate, doppi vetri o ci beiamo di non esserci mai litigati uno spazzolino, capiamo che stare bene veramente ha a che fare con le cose importanti pochissime volte nella vita e per pochissime vite alla volta. Certo, in quelle particolari circostanze, come si dice, sapere di poter contare su qualcuno, ci rende più forti ma, se siamo saggi, pensiamo anche a ciò che è meno evidente, che va imparato, esercitato e alimentato.
L’amore, alla fine, viene da sé.
