In linea di principio, non ho linee di principio. Tuttavia, mi trovo spesso in linea coi principi di chi rispetti una linea di principio. Rispetto sia le linee che i principi.
Questo non significa che mi trovi d’accordo con essi, anzi, la mia opinione è sovente troppo diversa dalle linee di principio altrui per dirmi a favore, ma di rado abbastanza per dirmi contrario.
Del resto, posto che il contrario di favorevole sia contrario, chi non fosse contrario al contrario, non sarebbe necessariamente favorevole al favorevole.
Talvolta tollero chi tolleri e talvolta contesto chi contesti.
Essenzialmente, mi sento libero di dissentire dal favore dei dissidenti e di condividere il dissenso di chi sia a favore ma, se posso, condivido poco il favore e ancor meno il dissenso, poiché vedo che dirmi pro giovi davvero raramente all’affermazione delle linee di principio che preferisco, ma dirmi contro mi obbliga spesso a difendere le linee di principio che non preferisco. Ciò è giusto, ma il giusto ha un prezzo è il prezzo non è sempre giusto.
Aggiungo che mi sento raramente colpevole di essere innocente, pur ammettendo che, colpevole, tendo a considerarmi comunque innocente. Spesso mi sento colpevole di cose di cui sono innocentemente colpevole. Ancor più spesso non mi sento responsabile di cose di cui sono colpevolmente innocente, consapevole di essere innocentemente colpevole o incolpevole di essere innocente consapevolmente.
Preferisco l’innocenza ma, ammetto, m’offende sentirmi oggetto del disprezzo che si deve ai colpevoli pur essendo innocente. In quei casi rimpiango la consapevolezza di non essere colpevole e preferisco la colpevolezza consapevole.
Ancor più sovente, semplicemente, non preferisco nulla e mi faccio i cazzi miei. Ecco: direi che simpatizzo con chi si fa i cazzi suoi. Ma non sempre.
