• A mettere in guardia i giovani

    “Guardati bene da un cinquantenne qualsiasi che faccia regali a una ventenne. È probabile che egli pensi, in cuor suo, di ricalcare qualche moderna versione di cortesia o urbanità, senza credere che sia possibile, anche per lui, incespicare in riconoscibili e millenari cliché.

    Se la cavalleria non è morta, tuttavia, si tenga conto del fatto che, anche moribonda, essa prevede senz’altro almeno un requisito: che vi siano un cavaliere e un cavallo. Quando accetti il bel gesto di un cavaliere, sii anche certa che non ti si confonda col cavallo.

    In particolare, sentiti lusingata se non ricevi doni da un cinquantenne, nel particolare caso in cui esso sia sposato.

    È un buon segno perché questo vuol dire quasi certamente che egli rispetta le donne… te e sua moglie, tanto per cominciare… dato che, nel profondo, covando tutti i sensi di colpa del caso, egli ha probabilmente notato che sei donna anche tu, ma in cuor suo resiste e non intende sottostare a certi retaggi, come la più brutale implicazione biologica dell’essere uomini, cioè desiderare di accoppiarsi, quando possibile, senza tanto riguardo all’etichetta, o le meno edificanti tra le influenze culturali subite in tutta una vita, che fossero i manga o i filmetti di Pierino, prova inconfutabile d’essere, senza che lo si condanni senz’altro per questo, di tutta un’altra generazione.

    Compiaciti anche sapendo che la saggezza è solo il più nobile dei suoi motivi e pur sapendo che, come diceva quel cantante il cui nome comincia per elle, la saggezza è spesso la prudenza più stagnante.

    Quasi certamente, l’altra valida ragione per non farti regali non è da riconoscere a lui ma a sua moglie… si potrebbe definire un “complimento indiretto”, dato che come lui sa bene, se lei ti credesse abbastanza brutta da non minare il suo ménage coniugale, probabilmente, al tuo regalo, ci penserebbe con piacere di persona.

    Niente regali, allora, corrisponde a un buon voto.

    Si tratta chiaramente di un pregiudizio. Nella maggioranza dei casi la bruttezza dell’amante non immunizza i matrimoni dal germe del tradimento, il famigerato “adulbatterio”.

    Infatti, moltissimi uomini scartano a priori l’idea di eleggere ad amante una donna che ritengano più brutta della moglie, è vero, ma ciò non significa che poi non lo facciano lo stesso, per ragioni che, nel merito di una qualsiasi analisi di coerenza, potrebbero risultare del tutto illogiche… come se poi gli uomini scegliessero amanti più brutte delle mogli per amore di coerenza.

    Troppo spesso certe mogli scoprono la verità solo dopo un primo adulterio, cosi sono disposte a concedere, fino a quel momento, che i mariti frequentino donne di cui non temano il confronto, cosa che, se non le risparmia da occasionali dispiaceri, in società permette loro di schivare almeno il pubblico ludibrio.

    Si sa: amiche, conoscenti e sconosciuti di ogni tipo spettegolano senza risparmiare crudeltà, nel caso si convincano che il marito cercasse fuori qualcosa che gli mancava in casa, mentre sono sorprendentemente compassionevoli con la vittima se il tradimento appare incomprensibile, come quando l’adultero mostri di non saper riconoscere nemmeno una cosa ovvia come la maggiore bellezza della moglie rispetto all’amante.

    Questa qualità di giudizio, credimi, anche le mogli che parrebbero meno sensibili all’approvazione sociale ce l’hanno senz’altro.

    Sentiti lusingata se quest’inferiorità non viene certificata.

    Questo, naturalmente, vale solo se di questi regali la moglie sappia mai qualcosa.

    Cosa penseresti del resto, di un cinquantenne che, di nascosto, senza l’intenzione di adottarla, mostrasse attenzioni particolari per una ventenne?

    Le giovani donne dovrebbero guardarsi bene soprattutto da costui; beninteso, escluse quelle giovani in cerca di favori, in quanto disperate, incapaci di provvedere a sé stesse e quindi, in un certo qual modo, consapevoli di essere succubi o per niente disinteressate… cosa che in molte culture non è considerato affatto un pregio.

    Ha quest’uomo pari dignità di un uomo saggio? Forse non meriterebbe più della compassione che concediamo ai deboli o della simpatia che siamo disposti a provare per chi non sappia trattenere con decoro neppure una cosa facile come una zip alzata…

    Si sa che giudicare è sempre sbagliato… per tante ragioni… non solo perché qualcuno profetizzò che ci toccherà un giudizio ben più autorevole – anche se c’è chi rumoreggia che siamo un po’ fuori tempo massimo – ma soprattutto, direi non è saggio perché la vita è più lunga di quello che comunemente immaginiamo e il rischio di fare peggio dei peccatori è meno remoto di quello di fare meglio, persino per chi parrebbe al di sopra di ogni sospetto.

    Chi è saggio, ma non è certo il mio caso, si astenga dai giudizi, allora…

    … ma gli altri idioti, dato che sono di gran lunga in maggioranza, a essere onesti fino in fondo dovrebbero almeno provarci.”

    “…e infatti lui ci stava provando”, disse lei.